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La Disoccupazione Giovanile in Trentino

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Document language: 
Italian
Publication number: 
Quaderno della Programmazione 16
Publication type: 
OPES
Editor(s): 
Antonio Schizzerotto
Abstract: 

Il quaderno contiene i risultati di una serie di indagini, effettuate in collaborazione tra l’OPES e il Servizio Statistica della PAT, volte a ricostruire i lineamenti principali della disoccupazione rilevata tra i giovani trentini in età tra i 18 e i 30 anni.

il primo e, forse più importante, risultato è costituito dall’osservazione che, diversamente da quanto accade in larghe parti d’Italia, e segnatamente nelle regioni meridionali, la disoccupazione giovanile in provincia di Trento è di carattere frizionale anziché strutturale. Essa deriva, cioè, dalla conclusione di contratti a termine e non dalla difficoltà di trovare un impiego. Il volume mostra, poi, che la sovrarapprentazione dei laureati tra i disoccupati non deriva da persistenti difficoltà di inserimento occupazionale. Considerando, infatti, la storia lavorativa degli intervistati con diverso livello di istruzione, dal momento della conclusione degli studi alla data di conduzione dell’intervista, si è rilevato che i rischi di disoccupazione tra i laureati declinano molto più rapidamente di quanto non accada tra i diplomati di scuola media superiore, tra i possessori di qualifica professionale e tra coloro che hanno arrestato la loro formazione alla scolarità d’obbligo. Quest’ultima osservazione trova riscontro nelle assunzioni effettuate, tra il giugno 2004 e il maggio 2006, dalle imprese trentine con almeno 3 dipendenti.  Esse hanno, infatti, sottoscritto circa 40.000 contratti di lavoro con giovani e meno di 35.000 con individui di età superiore a 30 anni. E benché gran parte della domanda di forza lavoro giovanile si diriga verso soggetti a media o bassa qualificazione, circa un decimo dei contratti nei quali essa si è espressa ha riguardato soggetti con elevata preparazione scolastica. Ciò significa che le aziende trentine hanno attivato con costoro circa 1800 contratti all’anno. Una cifra solo di poco inferiore al gettito medio annuo di laureati dell’Università di Trento.

Un altro elemento di interesse emerso dall’indagine è costituito dalle discrasie esistenti tra le attese dei datori di lavoro nei confronti della preparazione scolastica dei giovani che intendono assumere e quella effettivamente posseduta da costoro. Le lacune più spesso richiamate dai giovani sono costituite dalla conoscenza delle lingue straniere, dalla capacità di usare i calcolatori, dalle competenze tecnico-professionali specifiche, dalla capacità di lavorare in gruppo e dalle abilità comunicative e relazionali.

Date: 
November, 2007